Jack, 10 luglio 2026
Il mio gruppetto è attualmente composto da me, una norvegese, una londinese, una statunitense e uno statunitense: tutti convinti anticapitalisti, siamo molto in linea su tutto.
Siamo arrivati ieri in questo villaggio che si trova in un’area particolarmente fertile per la presenza di molta più acqua rispetto ad altre zone e ha una storia importante di resistenza, come tutto il triangolo Tulkarem-Nablus-Jenin, città che ancora negli ultimi anni hanno visto significative operazioni di resistenza, con una presenza significativa di comunisti, e un numero elevato di martiri.
Recentemente l’area del villaggio è diventata bersaglio degli attacchi dei coloni provenienti da due insediamenti nelle vicinanze, con il chiaro obiettivo di scacciare i palestinesi e impossessarsi delle fonti d’acqua.
Da ieri siamo nella casa (bellissima fra l’altro) di questa famiglia super ospitale che è una sorta di punto di riferimento anche per altre famiglie di pastori nelle vicinanze e ieri sera siamo andati da una di queste altre famiglie.
Abbiamo incontrato il “consiglio comunale” del paese, di cui fa parte la madre della famiglia in cui stiamo.
La casa in cui stiamo è circondata da una rete metallica con filo spinato, giusto per dare un’idea.
Ci hanno raccontato di incursioni ripetute, attacchi con lanci di pietre, distruzione di campi e alberi…
Questa è una nuova zona di intervento per l’ism, quindi stiamo ancora attendendo istruzioni dai locali su cosa serve che facciamo, ma una delle cose sarà sicuramente presidiare la casa di un’anziana che si trova a meno di 100 metri dalla tenda avamposto dei coloni (vedi foto) ed è già stata oggetto di attacchi nelle scorse settimane, fortunatamente respinti dall’arrivo in massa di giovani dal villaggio (200-300 persone)
Altri gruppi di volontari internazionali sono nella valle del Giordano e nella zona di Masafer Yatta (quella del film premio Oscar), dove la presenza ism è già consolidata.
Stanotte c’è stata un’incursione IOF a Ramallah e un villaggio limitrofo, con lanci massicci di lacrimogeni ad altezza uomo e tutto il resto, numerosi feriti tra i palestinesi.
Cosa facciamo: siamo in solidarietà con le famiglie palestinesi in aree sotto attacco da parte dei coloni e/o dell’IOF (Israeli occupation force), cioè viviamo con loro e facciamo turni di guardia notturna, li accompagniamo quando vanno a pascolare le pecore o lavorare nei campi; si documentano tutte le aggressioni e se necessario e richiesto dai palestinesi ci si interpone tra loro e i coloni.
L’altra attività principale è partecipare alle manifestazioni palestinesi.

